EVOLUZIONE
Dinamicità Atlantica.
Iniziamo con l’inquadrare la situazione attuale con una mappa d’analisi riferita all’intensità dei flussi alla quota di 300hPa.
Nell'immediato c'è da seguire la marcata ondulazione ciclonica visibile sulla Francia che per domani è attesa chiudersi in corrispondenza del Golfo Ligure: il minimo di pressione che ne scaturirà produrrà pesante maltempo su tutta la regione con fenomeni intensi e diffusi.
Di particolare interesse è l'occlusione del fronte freddo prevista avvenire nel pomeriggio di domani.
A riguardo prendo come riferimento questa mappa di Bolam riferita alla quota di 700Hpa in cui si nota, al confine tra Lombardia e Piemonte, l'avvitamento di masse d'aria di natura molto differente dalle quali ne nascerebbe un'occlusione fredda in grado di generare fenomeni convettivi e da qui la possibilità di neve fino in pianura.
In seguito è previsto uno spostamento del minimo di pressione ad oriente dove avverrà anche il suo colmamento.
Nel frattempo il flusso atlantico sfornerà una seconda ondulazione che, stando alle mappe di previsione, si presenterà sull'Italia settentrionale con correnti cicloniche di libeccio.
La previsione di questa seconda ondulazione prevista transitare attorno al 16 del mese, appare però ancora affetta da un certo margine d'incertezza ( per l'intensità del peggioramento, la quota neve e altri particolari, seguite il bollettino meteo costantemente aggiornato all'interno del sito).
LUNGO TERMINE
Probabile Blocco Oceanico
Nel lungo termine si nota la tendenza ad un blocco del flusso atlantico per opera dall'anticiclone subtropicale.
Questa linea evolutiva data la distanza temporale necessita però di conferme.
Da tale blocco il sottoscritto vede due interessanti evoluzioni:
1) L'anticiclonice subtropicale africano resta ancorato all'Africa con il flusso freddo artico e continentale che si porta verso i Balcani.
2) L'anticiclone africano punta al Grande Nord imprimendo al flusso nord atlantico una rotazione antioraria: da qui la formazione e il successivo spostamento di nuclei gelidi dal Nord Est Europa verso latitudini inferiori e più occidentali.
UNA PREVISIONE A PIU SPAGHI
Tendenza fino al 20-01 (attendibilità medio-bassa)
Mediante la previsione a più cluster del modello ensemble vediamo i tratti generali del tempo per questa seconda decade.
Si può ben osservare la fase dinamica descritta, traducibile dalle ripetute ondulazioni dei cluster ad entrambe le quote di rappresentazione.
Il notevole picco precipitativo della giornata di Sabato 12-01 fa presagire una giornata di pesante maltempo per tutta la regione. In particolare, a 5500m si nota l'ingresso di una buona dose d'aria fredda (di natura artica) che potrebbe dare luogo a qualche fenomeno convettivo.
Per il 16-01 si ha un altro picco precipitativo corrispondente al peggioramento atteso al passaggio della seconda ondulazione.
Per ultimo, verso la fine della seconda decade s'individua la tendenza ad un blocco del flusso atlantico e un aumento generale delle termiche (ciò è forse l'avvisaglia del blocco oceanico che la natura sta per mettere in cantiere).
CONCLUSIONE
Gennaio 2008 inizia con una ritrovata dinamicità del tempo che da tanto mancava e che qualcuno ricordava con un po' di nostalgia. In particolare per la seconda decade del mese sono previsti due importanti episodi perturbati: uno intenso già in atto in queste ore, l'altro atteso attorno al 16 del mese.
Per quanto riguarda invece il lungo termine si rifà viva l'opzione degli scambi meridiani che, data la distanza temporale, rappresenta un inquadramento verso una linea evolutiva che necessita però di ulteriori conferme.
Fonti consultate:
www.wetterzentrale.de
www.meteociel.fr