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Stefano Nava |
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Da qualche parte nel deserto di Sonora, Arizona (USA)
L'aereo cominciò ad invertire la rotta e a dirigersi verso l'Arizona. Justin e Samuel Bell non sapevano ancora quello che era successo nel mondo ma erano riusciti a fermare l'attacco terroristico. Il viaggio di ritorno fu tranquillo e l'aereo atterrò nella base segreta nel deserto di Sonora in orario. Justin cercò di controllare la situazione meteo, ma tutto portava a pensare in un rapido esaurimento dell'uragano. Scoprì anche con grande soddisfazione che le due tempeste sull'Europa e l'Asia si stavano esaurendo e quindi il tentato attacco al mondo si poteva considerare concluso, anche se i danni materiali e di perdite umane erano notevoli. Samuel Bell decise che era tempo che Justin ritornasse ad Oklahoma City anche perché dal momento del suo “rapimento” erano passati già dodici giorni. Un periodo di tempo che sembrava non finire mai. Fu allestito un aereo speciale di quelli da turismo dotati di due piccoli motori che erano in grado di arrivare fino all'aeroporto di Oklahoma City. Ad attenderlo ci sarebbe stato un autista che l'avrebbe condotto fino al suo ufficio. Così fu. Non appena Justin varcò la soglia del suo ufficio, lo stupore di tutti si palesò immediatamente, ma nessuno osò parlare. Sembravano tutti ammutoliti dalla visione di un fantasma.
Il mondo era finalmente fuori pericolo. Si cominciarono a contare i danni materiali e a seppellire i cadaveri che ancora galleggiavano sulle acque che avevano invaso diverse città in Florida, in Europa ed in Asia. L'Interpol lanciò una grande caccia agli attentatori che però non furono trovati da nessuna parte in quanto si trattava di cellule indipendenti che avevano già provveduto alla propria eliminazione. Furono rinvenuti i resti distrutti e completamenti divorati dalle fiamme della base militare nel deserto libico. I frammenti di fogli scritti in arabo rinvenuti nel bunker su una delle isole Canarie spiegava in dettaglio il piano di attacco terroristico al mondo e di come funzionava l'apparecchio elettromagnetico atto a stimolare la formazione di nubi e precipitazioni per la creazione di una tempesta. Alla fine il quadro fu chiaro e tutti si resero conto di quanto il mondo avesse rischiato.
Nella casa di Justin ad Oklahoma City, Oklahoma
Justin si svegliò di colpo dal sonno. Erano già le sei del mattino. Anne era accanto a lui e stava dormendo. Si trattava solamente di un sogno! Quello che aveva vissuto non era reale, era soltanto un brutto incubo. “Meglio così!” pensò Justin. Le cose che aveva visto erano veramente terribili e si riferivano tutte al futuro. Ripensando a quello che aveva sognato si trattava di qualcosa di molto realistico. Scese dal letto per andare a rinfrescarsi in bagno dato che era completamente bagnato di sudore dalla testa ai piedi. Una volta rinfrescatosi osservò il calendario e poi l'ora: erano le sei e trenta dell'11 settembre 2001. Un presentimento lo percorse per tutto il corpo.
(19- Fine)
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